Il Privilegio della Letteratura

Iniziamo la pubblicazione a puntante ( o sarebbe meglio dire in atti.. ) di un piccolo racconto, scritto da un grande appassionato di letteratura, Stefano. Il racconto, che trae spunto da esperienze autobiografiche, non ha alcuna pretesa di “fama” o di “successo” ma vuole essere un esercizio in cui mettere alla prova le proprie passioni e le proprie abilità, ottimo strumento anche per stare bene con se stessi. Sperando di causare in voi almeno una piccola parte del piacere che ne abbiamo ricavato scrivendolo.

Stefano ( ed un consulente informatico..)

Il Privilegio della Letteratura

Atto I : partendo per lidi inesplorati.

Il Privilegio della Letteratura”

Atto I

Incipit : partendo per lidi inesplorati

Una mattina mi svegliai da un sonno agitato, non riposante, quasi del tutto insonne. Un pensiero mi ronzava per la testa, ma non osavo ammetterlo a me stesso. Una certa acuta curiosità, improvvisa , quasi lacerante , una sensazione di mancanza pervadeva tutto me stesso. Il corpo era indolenzito dalla notte, la mente iniziava solo ora il suo risveglio, le membra , tese a stirarsi e a sgranchirsi dall’ immobilità notturna, riprendevano a muoversi.

Più in fretta del solito mi lavai e mi vestii. Dovevo andare a scuola, come ogni mattina, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla solita vecchia e stracolma libreria. Mi sentivo osservato, infatti, da tutti quei volumi che sembravano essere dotati di una forza magnetica. Solo la libreria, con tutti quei suoi volumi, attirava la mia attenzione. Quasi automaticamente la mano si allungò, ad afferrare un volume, uno qualsiasi. Lo misi nella saccoccia, insieme ai libri di scuola. Uscii di casa, come ero solito fare tutte le mattine .

Già sull’autobus qualcosa si muoveva dentro di me, ma non capivo cosa. Le mani fremevano, le gambe erano a tratti pesanti a tratti leggere, i pensieri veloci, sfuggenti. Arrivato a scuola salutai, sedendomi nel mio posto preferito. Quel caldo e comodo banco situato in fondo alla classe, dove riparato potevo osservare più che essere osservato. Tirai fuori il libro, non prestando attenzione a nulla, nemmeno a quella ciocca bionda che ogni giorno splendeva davanti a me, capace da sola di attirare la mia attenzione, la mia mente, i miei pensieri. La mattina passò veloce, leggera. La professoressa di greco mi rimproverò più volte il fatto di aver lasciato la testa altrove, probabilmente sulle nuvole. Non prestai molta attenzione alle lezioni, che si trattasse di greco o di filosofia, di storia o di matematica. Di fronte a tutto ciò io me ne stavo lì, ad accarezzare il libro.

Suonò la campanella, tornai a casa. Percorsi il breve tragitto che separava la fermata dell’autobus da casa mia , volando.

“Come è andata a scuola? ” – mi chiese mia madre, aggiungendo ” C’è la pasta al ragù. Mangiala.” “Tutto bene a scuola, come al solito.. ma sono più affamato che mai!” – risposi io mentre iniziavo a mangiare. La fame, quella sì, non era sparita. Anzi si può dire che il quasi ossessivo pensiero del libro la avesse aumentata. Finii la pasta, l’insalata, tutto quanto mi si presentava davanti. Rispondevo a mia madre, che continuava a domandarmi della scuola.

Andai sul balcone di camera mia, mia madre , affaccendata coi piatti, non si accorse nemmeno della sigaretta che mi accesi. Forse lo sapeva, e non me lo diceva. In realtà credo lo avesse capito perfettamente e mi pare di ricordare che qualche volta, sottovoce, ebbe a dirmi “Ma si.. fuma una sigaretta, non può farti troppo male.” Ma era come se in quel momento tutto fosse coperto da qualcosa. Un richiamo , una voce baritonale… era come se un grande, potente indiano avesse iniziato a raccontare la sua storia.

continua..

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2 risposte a Il Privilegio della Letteratura

  1. Ciube ha detto:

    Buona la pasta al ragù di mamma!

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Un’entusiasmante avventura (Il privilegio della Letteratura) | la Distilleria del Sapere

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