I ricchi e i poveri

Prima della pausa estiva, vi deliziamo (speriamo!) con l’ultimo dei racconti di fantasia scritti fino ad ora. Questa volta, oltre alla fantasia, ci abbiamo messo un po’ – ma solo un po’ non preoccupatevi..- di politica. Anche in questo caso: buona lettura!

 

HP

 

 

 

C’era una volta o anche due, una donna di successo e piuttosto famosa che aveva deciso di partecipare ad una festa a cui non era stata invitata. Il suo fascino era accresciuto da un sottilissimo velo di barba, che le conferiva un tipico sapore mediterraneo. Per sè aveva sempre voluto il meglio, e, sapendo di poterselo permettere si promise che anche questa volta di non avrebbe badato a spese. Tanto poi avrebbe pagato il marito, o meglio : la sua carta di credito.

Scelse quindi un vestito a tema per la vesta cui doveva partecipare. Appena i commessi del negozio la videro, si fregarono le mani e le vendettero quello strano vestito pieno di immagini di Andy Warhol che nessuno si era sognato di comprare. Tornata a casa indossò immediatamente l’abito e resasi conto di essere in ritardo uscì di casa dimenticando il cartellino del prezzo attaccato. Decise di passare per la piazza del Castello, così da accorciare notevolmente la strada. Tuttavia, si trovò travolta in quella che ai suoi occhi sembrava una banda di comunisti inferociti, alla cui guida spiccava un appassionato leader. Tutti lo chiavano tovarish Konradovskij , ed egli stesso notò quella strana presenza alla sua manifestazione. Attirati dall’esorbitante prezzo del cartellino, un folto capannello di persone le si parò intorno. I commenti su quello “spreco di denaro e quell’offesa ai lavoratori ” si facevano sempre più frequenti e pressanti. Stava proprio preoccupandosi di quello che poteva capitare quando… un giovane manifestante estrasse una bomboletta di schiuma da barba e iniziò a cospargere il suo prezioso acquisto. Non fece neanche in tempo a capire cosa stesse succedendo e a chiedersi da dove fosse uscita quella dannata schiuma da barba che si sentì sollevare e poi cadere giù nella grande fontana.

Incredula per quanto era successo, uscì dalla fontana fra le risa dei manifestanti. Si diresse a passo svelto ed alquanto inviperita verso un’altra botique, l’ultima ancora aperta a quell’ora , dove comprò un nuovo abito ancora più costoso del precedente. Si avviò quindi alla festa, con l’abito da indossare sotto braccio : non lo aveva indossato subito perchè così a quella festa a cui non era neanche stata invitata avrebbe avuto qualcosa da raccontare. E sicuramente l’attenzione di tutti.

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