Il racconto : o della molteplicità dei sentimenti

  
Da qualche mese ci stiamo confrontando con una forma letteraria particolare, con la quale abbiamo avuto un confrontoa volte piacevole a volte meno.  Stiamo parlando del ‘Racconto’. Si pensa che questo genere narrativo sia il fratello minore e meno importante del romanzo , vero e proprio modello cui ogni scrittore che si rispetti deve obbligatoriamente tendere. 
Ma nel corso della letteratura  i grandi scrittori di racconti , spesso anche romanzieri, sono stati molti e molto illustri. Da Borges a R. Carver, da Hemingway a Checov , da Kafka  a Conan Doyle fino ad arrivare ai nostri Camilleri, Calvino ma anche Guareschi.  
Una forma narrativa compiuta,  che quasi prendendoti per mano ti conduce con immediatezza nel mondo descritto. La presenza di svariati personaggi permette e facilità l’esplorazine della molteplicità dei sentimenti dell’esistenza umana, facendo sì che il lettore possa trovare punti di contatto o elementi propri del protagonista con cui identificarsi. Una forma per nulla “minore” del più quotato romanzo, che vi invitiamo a esplorare riportandovi le belle parole della seconda di copertina all’edizione delle serie di racconti di Camilleri , ‘Il diavolo certamente’ :

“(..) 33 racconti di 3 pagine ciascuno: 333 e non 666, perché questo, come tutti sanno, è il numero della Bestia, e non si discute sul fatto che mezzo diavolo sia meglio di uno intero. Andrea Camilleri ha scritto racconti dal numero di battute incredibilmente congruente, che nel dattiloscritto consegnato alla casa editrice equivalevano esattamente a tre pagine l’uno. In ognuno di essi, il diavolo suggella la storia con il suo inequivocabile zampino: nel bene o nel male, a noi lettori l’ardua sentenza. Perché questi racconti, oltre a essere irresistibilmente divertenti, sono anche percorsi da una meditazione accanita e sottile sul senso delle umane sorti, del nostro affannarci per mentire o per apparire, della nostra idea di felicità (..)”

Un romanzo corale sui desideri e i vizi, gli slanci e le bassezze dell’umanità e insieme un perfetto marchingegno a orologeria. Più che perfetto: diabolico. Un ‘ottima, leggera , lettura per questio breve periodo di vacanze da accompagnare, magari, alla celebre raccolta “Da dove sto Chiamando?” Di R. Carver.

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