“Liberazione” – parte I

“Liberazione” – incipit.

 

“Evviva, si parte!” Se chiudo gli occhi ancora mi sembra di poter scorgere i miei più tre cari amici dell’epoca, entusiasti ed eccitati per quella decisione. A ripensarci , quasi sorrido davanti alla nostra ingenuità e all’esagerato entusiasmo che accompagnò quella scelta. Si trattava , infatti , di una vacanza relativamente tranquilla. Ma per chi partecipava e chi era stato testimone dell’organizzazione era qualcosa qualcosa di molto, molto più grande. Una sorta di liberazione  , che doveva sancire un nuovo inizio proprio a termine degli studi.

L’ idea di organizzare una vacanza on the road era venuta a Marco.  La nonna di Marco si chiamava Gavina e sembrava molto più giovane dell’età che aveva. Questa anziana signora sarda che anche ferragosto indossava il suo vestito nero abbinato a un foulard dello stesso colore che secondo tutti noi non si levava dal capo neanche quando si faceva la doccia , in molte occasioni aveva raccontato al nipote delle meraviglie e del mistero che avvolgeva la Barbagia . Molte volte Marco ci aveva raccontato fantasticando di cartelli stradali bucherellati e di quel paesaggio che richiamava alla mente l’eden ,in cui il mare cristallino e caraibico abbracciava un entroterra roccioso e selvaggio. 

Così tanto ne aveva parlato , che a Marco a i sembrava ormai di aver vissuto in prima persona quei racconti. Gianni e Roberto , i suoi più cari amici e testimoni abituali di queste fantasie ad occhi aperti , avevano quindi buttato lì l’idea : terminati gli esami di maturitá, sarebbero partiti sacco a pelo in spalla per quell’avventura. Un po’ come avevano visto succedere nei film americani, ma in Sardegna. Gianni era un ragazzo di bell’aspetto , che impiegava la quasi totalità del suo tempo a correre dietro a tutte le ragazze che incontrava. Grande appassionato e a suo dire esperto dell’amore  e della seduzione, la sua conoscenza pratica dell’argomento era tuttavia piuttosto limitata ed egli aveva la fantasia di poter notevolmente ampliare la sua esperienza nella meravigliosa terra sarda.  Era stato proprio Gianni, quindi a convincere gli amici a partire quella stessa estate. Aveva fatto leva sulla voglia di Marco di recarsi nella terra della nonna, e sullo spirito da avventuriero di Roberto, il terzo di questo piccolo gruppo. Roberto era un ragazzo dai capelli rossi e ricci , sempre ben disposto verso qualsiasi cosa che potesse seminare confusione aiutandolo ad abbandonare almeno per qualche istante il senso di noia perenne che lo accompagnava. Non c’era stato bisogno di discuterne troppo : si conoscevano da tempo e avevano fiducia l’uno nell’altro. Quella stessa estate, indipendentemente dall’esito gli esami, sarebbero partiti.  Con mio grande rammarico , non potei partecipare a quell’avventura. Ma i molti racconti dei miei amici e la partecipazione costante alle riunioni  organizzative a casa di Marco hanno fatto sì che anche per me il ricordo di questa esperienza rimanesse indelebile. E con esso si è impresso in me anche uno strano senso di  irrequietudine.  E’ forse anche per questo motivo che ora , a distanza di anni , sento il bisogno di partecipare anch’io a quest’esperienza liberatoria , ripercorrendo le gesta epiche dei miei amici.

 (continua)

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